E MO’ BASTA!!


pecora

Il peggiore analfabeta

è l’analfabeta politico.

Egli non sente, non parla,

nè s’importa degli avvenimenti politici.

Egli non sa che il costo della vita,

il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,

dell’affitto, delle scarpe e delle medicine

dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro

che si vanta e si gonfia il petto

dicendo che odia la politica.

Non sa l’imbecille che dalla sua

ignoranza politica nasce la prostituta,

il bambino abbandonato,

l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,

che è il politico imbroglione,

il mafioso corrotto,

il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

Bertolt Brecht

CINEFILIA PATOLOGICA.


Un tempo la comunicazione fra gli uomini era essenzialmente parlata e scritta. Ci si intendeva e ci si informava scambiando dei messaggi verbali , scrivendo lettere , leggendo giornali o libri. Chi non sapeva leggere – e allora accadeva di frequente – era praticamente tagliato fuori da tutto il flusso di conoscenze, che rimanevano patrimonio di pochi fortunati .

Con l’ immagine , si è aperto un nuovo canale, lungo il quale scorre una quantità di informazioni e di cultura che sono praticamente a disposizione di tutti, perchè l’ immagine, almeno apparentemente , si fa capire subito , da chiunque. Cinema e televisione hanno operato un’ autentica rivoluzione sociale, una maggiore consapevolezza generale in ogni campo. Vi è però, nel rapporto fra spettatore e schermo cinematografico o televisivo, un pericolo: che si accetti passivamente qualsiasi tipo di proposta,, senza saper distinguere ciò che è valido da ciò che non lo è , assorbendo tutto quello che viene propinato dall’ industria dell’ immagine.

Saper operare scelte, saper giudicare è quindi fondamentale se vogliamo trarre veramente profitto dalle possibilità che ci sono offerte dalla comunicazione visiva. Per poter giudicare bisogna però conoscere. Occorre allora approfondire il discorso su come è fatto un film, su come si costruisce , di come , attraverso un particolare uso delle immagini e del sonoro, si possono raccontare vicende e esprimere determinati stati d’ animo .
Di seguito una lista, incompleta e non rappresentativa, dei registi/film che più amo:
Stanley Kubrick

Ovvio. Sarebbe come per un amante di fotografia parlare di Henri Cartier Bresson. Un titolo per tutti: Barry Lyndon, capolavoro da vedere e studiare in ogni singola inquadratura. Anche se Ogni film di Kubrick, se messo in pausa in un fotogramma a caso, è un’opera d’arte. Vedi Arancia Meccanica,Full Metal Jacket,2001-Odissea nello spazio….(nn ho ancora capito bene Eye wide shut..ma mi ci metterò di impegno..)

John Carpenter

Grande creatore di miti, miscelatore di generi, innovatore dell’immagine perturbante. Uno dei più eclettici e scrupolosi teorici dello sguardo. Difficile parlare dei suoi film senza elencarli tutti. 1997 Fuga da New York, La cosa, Halloween solo per citarne alcuni.

George A. Romero

Vero pioniere del genere horror. Il suo La notte dei morti viventi (1968) è IL film da cui tutto è cominciato. Da allora l’horror non è stato più lo stesso e l’invasione dei morti viventi continua ancora oggi in forme ed esiti diversi. Zombi, Il giorno degli zombi, La terra dei morti viventi, Le cronache dei morti viventi sono imprescindibili aggiornamenti del tema, sempre ricchi di spunti.

David Cronenberg.

Se Eraclito affermava che “tutto scorre”, Cronenberg rivela in ogni sua opera che “tutto muta”. Il suo cinema è un virus che muta e replica se stesso in ogni film.
Vari i titoli che mi hanno colpito : A Dangerous Method,La Promessa dell’assassino,A History of Violence,Spider,eXsitenZ,Il Pasto Nudo,Inseparabili,La zona Morta,Videodrome.

Ridley Scott

Grandioso agli esordi (capolavori assoluti quali I duellanti, Alien, Blade Runner) quanto banale e patinato oggi. Confidiamo nel futuro… (Prometheus mi ha deluso….)

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Sono affascinata dai documentari di M.Moore e D.Icke che per qualche motivo sn stati fautori insieme ad altri del mio Risveglio(sì sì…le teorie complottistiche secondo me hanno una verità di fondo che mal digeriamo)

Quentin Tarantino

Ancora ragazzo, lavorava ai Video Archives del suo paese, il regista ci tiene a specificare che: «Non sono diventato un cinefilo perché lavoravo lì, è il contrario: mi hanno preso a lavorare in quel posto perché ero molto appassionato di cinema e sapevo tutto sull’argomento».
Celebre per la sua cinefilia quasi maniacale e orientata, in special modo, alla cinematografia di genere (B-movies, exploitation), fervente ammiratore del cinema italiano dei primi anni settanta (Sergio Leone, Dario Argento, Mario Bava e tutto il filone del cinema poliziottesco), Tarantino è stato definito un regista DJ per la sua capacità di riuscire a combinare stili diversi fondendoli insieme in una nuova opera.

Inizia la sua carriera come regista verso la fine degli anni ottanta, raggiungendo il successo di critica con il film di debutto Le iene. Con il successivo Pulp Fiction arriva la consacrazione, vincendo la Palma d’oro al Festival di Cannes e conquistando, oltre a sette nomination, il premio per la miglior sceneggiatura originale, condiviso con Roger Avary, ai Premi Oscar 1995

Nel settembre 2010 è stato presidente della giuria internazionale del concorso della 67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Il filmaker e storico del cinema Peter Bogdanovich lo ha definito il regista più influente della sua generazione.
Inutile dire che amo il suo modo di fare film benchè ..amandolo in modo viscerale nn capisco come abbia potuto partorire Jackie Brown a mio personale parere una schifezza se paragonato a tutto il resto dei suoi lavori…..(prima o poi lo capirò).

……..ma approfondiremo più avanti….. ImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagineImmagine