Se fossi un personaggio dei fumetti sarei……


Dylan Dog.

E’ un detective privato che si occupa esclusivamente di casi insoliti, in tutte le sfumature del termine. Ha poco più di trent’anni, è inglese, vive a Londra in una casa piena di gadget “mostruosi” e con un campanello che invece di suonare lancia un urlo agghiacciante. Ex agente di Scotland Yard, ha un passato misterioso, di cui si sa ben poco, e anche quel poco è avvolto in una dimensione onirica e surreale. E non a caso, quindi, il sogno (o meglio l’incubo) e tutto ciò che sembra essere al di là della realtà sono i suoi interessi personali e professionali. Chi si rivolge a lui non è il marito tradito che vuol far pedinare la moglie, o comunque il normale cliente di un investigatore privato, ma una persona che è stata colpita o anche solo sfiorata dall’ala nera del soprannaturale: una donna che ha visto un morto risorgere dalla tomba e diventare uno zombi, un uomo ossessionato dagli spettri, una ragazza il cui fidanzato è stato ucciso da un mostro tentacolare… Una persona a cui la polizia non crede, che tutti ritengono pazza, e che spesso rischierebbe davvero di scivolare nella follia se non trovasse qualcuno disposto ad ascoltarla e ad aiutarla. Questo qualcuno è Dylan Dog, l’unico “Indagatore dell’Incubo” del mondo. Le sue parcelle sono basse, e molto spesso non si fa neanche pagare: i soldi non gli interessano (e infatti ha quasi sempre il portafoglio vuoto e non riesce neppure a pagare l’affitto o le bollette del telefono o del gas).

È la paura ad affascinarlo, la paura irrazionale e inspiegabile dell’ignoto. E lui stesso ha paura: non è certo un eroe invincibile, e anzi a volte non riesce proprio a risolvere il caso, a uccidere il mostro, a scacciare l’incubo. O più spesso ci riesce solo in parte, e quando tutto sembra finito, l’orrore ricompare… Un anti-eroe, dunque? Neanche: soltanto un uomo. Un uomo che, a differenza di tanti, non rifiuta l’ignoto ma tenta anzi di penetrarlo e comprenderlo, specialmente quando il mistero e l’orrore si celano nel profondo dell’inconscio. Ironico, impulsivo, problematico, pieno di dubbi su se stesso e sul mondo, forte e tenero nello stesso tempo, Dylan Dog odia la violenza
(ha una vecchissima pistola, ma non la porta quasi mai, e colpisce unicamente per difendersi), ama le donne (e puntualmente, quasi in tutti gli episodi, ha anche un’avventura sentimentale), si diverte a suonare il clarinetto (il “Trillo del Diavolo” di Tartini) e a costruire un modellino di galeone che forse non finirà mai, è un accanito cinefilo, legge molto e di tutto, adora la pizza e si veste sempre nello stesso modo (ha una serie infinita di giacche nere, camicie rosse e jeans).
E nonostante tutti gli orrori e le allucinanti assurdità di cui è stato testimone, non si può dire che creda ancora del tutto, ciecamente, al soprannaturale. In molti casi, come quelli dei fenomeni Esp o degli Ufo, il suo motto è: “Non ci credo, ma ci spero”. Come Woody Allen, Dylan ha la passione del clarinetto (e della musica in genere, dalla classica all’heavy metal), ma, a dire la verità, come musicista non è un granché. Questo non gli ha impedito, durante una delle sue rarissime trasferte fuori dall’Inghilterra, di fare un duetto, a New York, proprio con il grande Woody… Quanto al galeone, uno degli emblemi della serie, il modellino a cui Dylan Dog lavora fin dal numero 1, e che probabilmente non finirà mai, è diventato nelle storie un simbolo multiforme: può rappresentare la nave che conduce all’aldilà o, al contrario, la speranza nella vita e nella forza della fantasia. Dylan è stato, in passato, un forte bevitore, ma è riuscito a disintossicarsi grazie agli Alcolisti Anonimi, e quando può non perde l’occasione di mettere in guardia contro i pericoli dell’alcol, ben più gravi e diffusi di quelli della droga. In compenso non fuma, ed è un ecologo e soprattutto un animalista accanito. E le donne? Vizi o virtù? Certo, ne ha avute
moltissime, ma è proprio l’opposto del “seduttore” che pensa unicamente al sesso: per Dylan contano soltanto i sentimenti, e il sesso è sempre e soltanto per amore, vero amore.

 

e tu chi saresti?

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31 pensieri riguardo “Se fossi un personaggio dei fumetti sarei……”

  1. Hai miei tempi mi piaceva molto leggere il Grande Blek,che grande impresa raccimolarmi i soldini che per poterlo leggere mi dovevo nascondere per non essere scoperta da mamma e prima mi pulivo tutta la casa e lavare un galettone di panni a mano di 9 persone.Pensa con quanto desiderio mi leggevo e vivevo le avventure del Grande Blek che appena mamma li scovava gli faceva fare una brutta fine…non era cattiva ma c’era la precedenza solo e sempre al lavoro e al risparmio per sopravvivere con le tue forze.Dunque forza grande Blek.Caterina

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  2. Dylan Dog mi piace come fumetto e trovo superlativo il personaggio di Groucho! Chi sarei io? Non so…Fantozzi a fumetto non c’è! Quindi forse opterei per un Lupin III che però non so se esiste anche come fumetto. Uff…non lo trovo il mio personaggio!

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      1. E rispondo.
        Ho cercato dentro me che personaggio potrei essere, o che personaggio potrebbe rappresentarmi, o che personaggi gli altri vedrebbero perfetto per… vabbè ci siamo capiti.
        Ne ho trovato solo uno, uno soltanto:
        Duffy Duck, lui solo lui…
        E’ fuori di testa, è subdolo ma cialtrone, è intelligente ma non abbastanza, furbo e imprevedibile ma non così tanto da averne vantaggi. Però in fondo è simpatico.
        Perfetto.
        Non sono così avido come lui (magnifica la puntata con Bugs Bunny quando scoprono l’antro di Alì Babà) però per il resto ci siamo. 😉

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      2. Ciò che differenzia me da Duffy è il non essere avido come lui e il rispettare l’amicizia e la parola data. Per il resto l’essere un po’ matto, un po’ sopra le righe, un po cialtrone… ci siamo.

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