Il 13º guerriero.


Film del 1999 diretto da John McTiernan, tratto dal romanzo Mangiatori di morte di Michael Crichton, a sua volta ispirato al poema epico Beowulf.

Film rozzo, brutale, sporco e selvaggio. Non c’è spazio per armature brillanti e armi luccicanti. I combattimenti sono spesso veloci, violenti e si concludo senza vie di mezzo: vittoria o morte.

Penalizzato al botteghino (andò in rosso di una trentina di milioni di dollari), ma per me godibile sotto più punti di vista, non capirò mai le critiche feroci che lo  annoverano tra i film più brutti di quegli anni,sarà che ho visto cose che voi umani…..mhà…

Anno 922. Ahmed Ibn Fahdlan è un colto cortigiano di Bagdad, uno dei più importanti centri culturali del Medio Oriente dell’epoca. Scoperta una sua relazione con la moglie di un potente nobile, quest’ultimo convince il Califfo a nominarlo ambasciatore (così in pratica esiliandolo) nelle Terre del Nord. Lo accompagna Melchisidek, vecchio amico di suo padre. Mentre è in viaggio, però, la carovana si imbatte in un gruppo di Normanni: Ahmed non parla la loro lingua, la imparerà in seguito (la lingua usata dagli attori che interpretano i Vichinghi in queste scene è lo svedese moderno). Melchisidek riesce a comunicare con essi in latino e, nonostante le persuasioni di quest’ultimo, Ahmed resta convinto che si tratta di un popolo rozzo e primitivo e vorrebbe riprendere la strada.

Ma secondo il responso di un’indovina, l’arabo è l’uomo che i vichinghi cercano: il loro villaggio, minacciato da un popolo di misteriose creature, i Wendol, potrà essere salvato solo con l’intervento di una compagnia di tredici guerrieri, di cui uno straniero. Ahmed, ribattezzato Eban, si reca allora nel villaggio normanno, dove risiede il vecchio re Hrotgar che spiega loro il pericolo che li minaccia…..

……..attenzione….stà calando la bruma…..

Il grande padre ha misurato il gomitolo della tua vita tanto tempo fa. Va a nasconderti in un buco se vuoi. Ma non vivrai un solo istante di più. Il tuo destino è segnato. La paura all’uomo non frutta niente.

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21 pensieri su “Il 13º guerriero.

  1. Ps.: questa frase “Il grande padre ha misurato il gomitolo della tua vita tanto tempo fa. Va a nasconderti in un buco se vuoi. Ma non vivrai un solo istante di più. Il tuo destino è segnato. La paura all’uomo non frutta niente.”
    è magnifica

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  2. Sono amante di cinema (tutto, sono onnivoro) ed ho quindi estratto al volo questo tuo post dal mucchio, non appena entrato nel tuo blog ed è stato amore a prima vista…

    “Un homme qui ne boit que de l’eau a un secret à cacher à ses semblables.”, un aforisma famosissimo di Charles Baudelaire (che poi vedo nel resto del blog è quasì una musa ispiratrice), già lassù in alto, come pay off del sito. Sono pago.
    Continuo la mia ricerca, davvero emozionato.
    Noto l’attualità della giornalista di merda e proseguo sorridendo, perché penso al commento che hai fatto su te stessa, definendoti un camallo in gro per il web, poi a destra, tra i post recenti, quello di un film che ho amato, “The 13th Warrior”, perché è di John McTiernan, l’uomo che ha donato all’umanità “Predator”, “Die Hard 1 e 3” e soprattutto “Last Action hero” e l’immagine di Arnold Schwarzenegger che fa Amlet, con il sigaro ed il mitra e spara a raffica cercando di risolvere il problema del “marcio che c’è in Danimarca” mi ha segnato per sempre.
    In questo film c’è Banderas e non c’era ancora la gallina Rosita nemmeno in lontananza, ma in compenso c’è qualcosa di primordiale e sembra un “Apocalypto” ante litteram.

    Leggo la tua recensione ed evidenzio la stessa frase che ha citato Gianni iperbolicolettore nel suo commento e sorrido di nuovo… uno scaricatore di porto, figurarsi… che classe, invece, che classe.

    Poi scorro ancora nel blog e dico “posso non seguirlo?”
    No, non posso.
    Follower, ora.
    Ciao.

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