11 commenti su “Crank:Il circuito “di serie B”

  1. Yeah un grande filmone! 😀
    Sono dei videogame esatto! E io adoro anche tutta quella serie di roba Cino-Coreo-Taiwanese tra poliziotti, riscatti, ricatti e finale con duellone improponibile!
    E poi le finestre a cosa possono servire se non a saltare in mille pezzi? Il tutto va condito con un po’ di gnocca che non fa mai male ed il piatto è pronto.
    In fond Bad Boys è similare, ma con molto più budget! Ma a noi interessano gli inseguimenti e i cazzottoni il resto è solo eccessivamente costoso no?😀
    Porto le birre?

  2. fufù
    ….un film da delirio😛 visto + di una volta. Un abbraccio mannu al mostrillo
    p.s. In questo caso però, crank non sta proprio per manovella… si riferisce piuttosto a;
    (crank something up) Increase the intensity of something, o/e Inject a narcotic drug: he’s been cranking up on smack

  3. Tu li chiami “B-Movie” io “Guilty Pleasure” e sono forse la cosa più soddisfacente da vedere in questo periodo.
    Siamo d’accordo, fantastica Chezliza, che hai ascoltato le mie preghiere e sei tornata scrivere una recensione… perché i tuoi pensieri e le tue considerazioni sono belli, ma le recensioni che scrivi per la gioia di noi lettori lo sono molto di più!
    Mi è mancata la tua prosa: lo sai, perché te l’ho detto in tempi non sospetti ed ora sono felice!
    Oltretutto lo sono doppiamente, perché “Crank” è un film che mi è sempre piaciuto un casino, perché l’ho sempre trovato la versione ricca di colesterolo e grassi saturi dello stile adrenalinico del primo Guy Ritchie, una sorta di edizione badass di “The Snatch” (che per me resta il Santo Graal…), senza freni inibitori e con tutto lo scoppiettio dei flash light, messi in campo da due registi specializzati in spot pubblicitari (Mark Neveldine e Brian Taylor).
    Quando lo paragoni ad un videogames, ho sorriso moltissimo di compiacimento, perché anchio, sin dalla prima visione, sono volato subito con il pensiero alla totale libertà che, come videogiocatore, ho quando uso uno dei personaggi degli ultimi GTA, con tutto quel background disinibito, fatto di droghe, alcool e sesso sfrenato, che fa della Rock Star un Messia nera nella puritana terra statunitense…
    Si, perché Statham è un fuckin’ british che si muove disprezzando chi prega a mani congiunte il cibo che ha sulla tavola, che scopa in pubblico e guida come un eroe disegnato da Luc Besson in uno qualsiasi dei quattro “Taxxi”.
    Se questa del circuito di serie B dovesse diventare una tua rubrica fissa, Chez, preparo subito il mio sdraio e mi metto fuori della porta…
    Che donna spettacolare che sei!

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