5 commenti su “Lotte in volo nel cielo e spade magiche.

  1. Insomma dopo Hero o La Citta’ Proibita…La Tigre e il Dragone e La Foresta dei Pugnali volanti …che sn a mio modesto parere poesie visive…nn so’ cm collocarlo amico mio 😕

  2. Sono andato a rileggermi il libro di King “La chiamata dei tre” e poi, cosa che non avevo mai fatto prima, mi sono scaricato dalla rete la versione per kindle in originale e mi sono riletto alcuni passaggi.

    Uno è questo…

    For every mother who ever cursed God for her child dead in the road, for every father who ever cursed the man who sent him away from the factory with no job, for every child who was ever born to pain and asked why, this is the answer. Our lives are like these things I build. Sometimes they fall down for a reason, sometimes they fall down for no reason at all.”

    L’ho scritto in questo post non per offendere la tua recensione con un vanaglorioso Off Topic, ma per portare anzi un agnello sacrificale in dono sull’ara del tuo spirito, che quando si parla di wuxia e chanbara aleggia potente in te.

    Sappilo, è solo un omaggio devoto ed un segno di riconoscimento che porgo con inchino, perché forse si, siamo davvero Ka-Tet…

    Tutto questo perché mi sono quasi commosso leggendo le tue parole sulle gesta  dei sette spadaccini (diciamo 5 più 2 se consideriamo Han and Yuanyin ci mettono un po’ ad arrivare con le nuove armi!) ed hai avuto ragionissima nel calibrare il tuo giudizio come hai fatto: concordo che abbiamo visto ben altri capolavori da parte di Tsui Hark, ma la dignità complessiva che quest’opera alla fine ha nel confronto con altri wuxia è notevole!

    Insomma, un film dalla costruzione semplice con una trama fin troppo gonfiata con troppo d’altro, ama l’onore è salvo!

    Grande recensione, Liza e ti dico che di queste tue incursioni in Oriente ne berrei ad ettolitri, fino ad ubriacarmi…

    Tornando a te, sei stata toccante quando ti sei confidata con il web dicendo “[…]Nonostante alcune brutture questo medioevo cinese a me e’ piaciuto,l’inquadratura puntata con insistenza su corpi decapitati, sangue colante da pezzi di carne, su arti staccati a colpi di lama e pugnali che trafiggono senza alcuna pietà i petti degli uomini […]”, perché, in realtà, riassumi il senso del piacere della visione aldilà della logica.

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