Liza e il Risveglio del cinema italiano.


La prima cosa che ho pensato ieri sera riprendendomi dalla visione di
Lo chiamavano Jeeg Robot è stata :
“OK ! CAZZO!STA’ SUCCEDENDO!
Il risveglio del cinema italiano!!”.

Sigla!!!

Gabriele Mainetti è un attore ,regista che ha diretto solamente tre corti prima di Jeeg. Uno di questi corti era Basette, omaggione a Lupin III che già era un bel segnale, in cui per altro Mainetti faceva una cosa saggissima come chiamare Marco Giallini x fare Jigen. Perché Giallini È NATO x fare Jigen. Ma sto divagando. Basette è di nove anni fa; nel frattempo ha avuto la sua occasione. E non l’ha gettata al vento.
Il film:
ripresa aerea di Roma( amore per la regia, questa sconosciuta in Italia!).
Bello!!Il film NON inizia con il totale di una stanza da letto, ma con un inseguimento a piedi per le strade della CAPITALE in cui montaggio e sonoro sono finalmente a livello delle produzioni internazionali.Puro e semplice: c’è un ladro, Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria )

 che scappa dagli sbirri cade nel Tevere e finisce in un barile di scorie radioattive come Toxic Avenger, e gli vengono i superpoteri.
E lo so l’originalita’ meno originale mai vista, ma a Mainetti non gliene frega un cazzo, a lui interessa quello che verrà dopo. Non il “come” dei superpoteri, ma il “cosa” ne farà Enzo L’eroe-non eroe confuso .
Ed è qui che diventa ancora più evidente come il film sia qualcosa di mai visto prima in Italia, perché prende una piega di una scorrettezza totale. Enzo mica diventa subito un eroe, ma usa ovviamente i poteri per rubare meglio e cavarsela,si riempie il frigo di budini si compra un proiettore e na’ marea di porno . Finché non e’costretto ad aiutare la figlia traumatizzata e un po’squilibrata del suo vicino delinquente (Ilenia Pastorelli, che viene dal Grande fratello ma che è perfetta nel ruolo, e diretta benissimo) E’ fissata con Jeeg Robot, si convince che Enzo sia in realtà un eroe e convincerà di questo anche lui.

 Quindi nasce una improbabile storia d’amore che diventa un po’ il focus di buona parte del secondo atto.
A un certo punto c’è un calo di ritmo evidente, ma il loro rapporto è giocato così bene ed è talmente bizzarro da non essere mai catalogabile come love story standard da film di supereroi.
C’è davvero della follia in entrambi i personaggi, molto più che latente. Sono due disperati ai margini, e questa cosa mi ha conquistato.
E poi c’è lui. Luca Marinelli,Lo Zingaro, rivelazione numero uno del film, un Joker de borgata (grazie SanBuddha!!)esagitato, ossessionato dalla fama, che ama riprendersi col telefonino mentre massacra la gente. 

Marinelli, geniale punto di incontro tra i fumetti americani e l’universo malavitoso alla Romanzo criminale, è protagonista di alcune delle scene migliori del film e si lascia andare a sprazzi di violenza omicida esilarante, che dimostra quanto sia bravo e in palla col tono stabilito da Mainetti.( NO DICO …Lo Zingaro che canta Anna Oxa?? Una genialata!!)Il regista da parte sua riprende tutto dritto per dritto, non nasconde neanche una goccia di sangue e riempe il film di sparatorie, volgarità assortite, sesso anale gay, persino una sottotrama su degli attentati dinamitardi a Roma, che mado’ che sequel ci verrebbe!! Lo chiamavano Jeeg Robot è la risposta italiana, molto tardiva, a Unbreakable, nel senso che parla di supereroi senza costume, in maniera “realistica” e con un certo gusto dell’understatement.
Ma, essendo un film italiano, a differenza di Unbreakable è pieno di melodramma, sentimento, cuore, perché noi siamo un popolo mediterraneo caldo.È una via tutta nostra al genere,con un sacco di verita’ belle,brutte e orrende del nostro paese. Mainetti e’ un nerd non ci piove..

è chiaramente cresciuto con gli anime giapponesi e i supereroi.

 Si avvicina al genere con la voglia di dire la sua, di raccontare, certo, vite di personaggi complessi nei quartieri difficili di una grande città (Tor Bella Monaca), ma anche di spaccare tutto e farci divertire a bomba. A questo punto starete pensando: “Dov’è la fregatura? Niente niente che manca il finalone?”. E io vi rispondo con grande gioia: Nessuna fregatura. Il finalone c’è, eccome. Un duello spettacolare in piena regola che sfocia in un’inquadratura finale da standing ovation.
Sono ancora stupita affascinata e gasatissima come mai negli ultimi
20 anni di cinema italiano!!!
ASSOLUTAMENTE DA VEDERE!!!
Liza.

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25 pensieri riguardo “Liza e il Risveglio del cinema italiano.”

  1. Sono cresciuta cantando a squarciagola…con i miei tre figli le sigle di tutti i cartoni animati giapponesi, con i poster giganti attaccati alle pareti delle loro stanze.
    Mi piacerebbe vederlo insieme a loro. ..che sicuramente l’avranno visto ,vivono lontani.
    Baci Lisa….mi piace come l’hai descritto, gasata come una ragazzina 😀
    Baci Liza

    Piace a 1 persona

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