The Gathering.(Interludio 5)


Prologo.

Once upon a time in Paris at the White Night…

Sabato 2 Ottobre 2014

In un luogo segreto, seduto su una panca di legno, c’era un uomo di cinquant’anni elegantemente vestito, ma con la postura e la corporatura di un possente giocatore di football in pensione, assorto a leggere un’antica pergamena.

In quel mentre, dalla penombra di una nicchia nel muro, affiorò la sobria silhouette dell’attore britannico Michael Caine.

“E’ il menù del servizio in camera?”, chiese indicando con lo sguardo la pergamena.

Per tutta risposta, l’uomo seduto cominciò a declamare: “Pietro disse a Maria Maddalena <<Sorella, noi sappiamo che il Salvatore ti amava più delle altre donne. Comunicaci le parole del Salvatore che tu ricordi, quelle che tu conosci, ma non noi, quelle che noi non abbiamo neppure udito>>. Allora Ella rispose <<Quello che a voi è nascosto io ve lo comunicherò.>>”

“E lo fece?”

“Nessuno lo sa… E’ solo un pezzo tratto da uno dei due frammenti in greco del Vangelo di Maria…”

Caine annuì con un leggero movimento del capo, mentre continuava a guardare perplesso quell’uomo che era stato in grado di farsi aprire le porte di uno dei luoghi più inaccessibili del mondo conosciuto, finché questi non si alzò in piedi per stringergli la mano.

“Ciao, sono Paolo Cherin, ma chiamami Kasabake”

“Ciao, sono Michael Caine. Chiamami Michael o Caine o tutti e due assieme”

“Ok, Michael… Sai perché ti ho fatto chiamare?”

“Non ho poteri speciali di preveggenza…”

“Ma hai intelligenza e conoscenza ed agenti a tua disposizione…”

“Si, è vero, come lo è anche che non spreco nessuna di queste cose”

“D’accordo, allora parliamo di chi è pericoloso pronunciarne persino il nome…”

“Lord Voldemort?”

“No, Ezekiel Blanque, il grande stratega del male…”

Sul volto di Caine si mosse un sussulto quasi impercettibile, segno che la sua serenità si era incrinata.

Kasabake, molto più nervoso ed a disagio del suo interlocutore apparentemente imperturbabile, lo incalzo: “Cosa sai di lui?”

“Quello che probabilmente sai anche tu: da tutta una vita cerca di diventare immortale, ma il posto di Dio è già occupato così vuole quello del Demonio…”, rispose con un sorriso appena accennato ed un po’ stridente.

“C’è molto di più…”, insistette Kasabake.

“Non penso… Cosa può esserci peggio dell’Inferno sulla Terra?”

“Una sua brutta copia artificiale…”

Michael Caine stava ora guardando Kasabake dritto negli occhi: “Hai la mia attenzione”

“Dobbiamo fermarlo!” affermò il cinquantenne, con falsa fermezza nella voce, mentre stringeva i pugni ai suoi fianchi e si drizzava nella schiena, come avesse voluto alzarsi ancora di più nella sua statura, già superiore alla media.

“La stai perdendo, la mia attenzione intendo…”, disse Caine.

“So della SAG e tu conosci me…”

“Siamo pari, allora…”

“Non scherzare…”

“Mi vedi ridere?”

“Non ridi mai, almeno da anni…”, replicò Kasabake, quasi rilassandosi, ma era solo un modo per prendere fiato.

“Prova a dirmi qualcosa di divertente…” continuò Caine, “Ah, si, hai ragione, l’hai detta prima, ma non ho riso lo stesso…”

Dopo qualche secondo di silenzio assoluto, l’uomo elegante disse: “Ho bisogno che la SAG porti Ezekiel allo scoperto…”

“Come?”

“Ho intenzione di creare una grande adunanza di eroi, che con l’aiuto dei tuoi agenti, s’incontreranno per coalizzarsi ed unire le loro forze…”

“Avevo sempre pensato che la Justice League e gli Avengers fossero solo dei personaggi a fumetti…”, ironizzò di nuovo Caine, cercando di sviare dalla tensione crescente, ma era evidente che si trattasse solo di uno stratagemma disperato, di chi teme ciò che sa in cuor suo di dover purtroppo affrontare.

“Michael”, disse con tono accorato l’uomo, prendendo le mani dell’attore britannico e leader della Secret Actors Guild, “Sto parlando dei più potenti blogger della Terra, donne e uomini dotati di straordinari poteri sin dalla nascita, ma che hanno vissuto cercando di tenerli nascosti…”

“Si, so chi sono”, rispose in modo serio e solenne Caine, “Ma tu, Kasabake, vuoi far uscire allo scoperto Ezekiel o i tuoi fantomatici eroi?”

“Entrambi”

“Allora tu non vuoi degli eroi…”, replicò l’anziano attore, sottraendo con malcelato disagio le sue mani da quella debole stretta, “Tu vuoi dei martiri…”

“Si, dei martiri… e per farlo ho bisogno del tuo aiuto!”

“Di quello dei miei agenti, vorresti dire…”

“No, del tuo personale, perché da solo non posso riuscire…”

“A fare cosa?”

“A tradirli tutti…”

Tonnellate di terra e sassi ed un sarcofago in pietra, malamente scolpito, furono gli unici testimoni di quell’incontro, in cui un atroce segreto ed una pesante alleanza furono suggellate, mentre sopra di loro, attraverso i marmi del grande atrio sotterraneo e del Carrousel du Louvre, fino alla struttura in cristallo ed acciaio progettata da Ieoh Ming Pei e da lì ancora più su, nel cielo stellato, l’intero universo continuava a vivere ignaro di ogni cosa.
Una decina di giorni dopo, esattamente Lunedì 13 Ottobre, sempre in quel decisivo anno 2014, Joss Whedon, inviato dalla SAG, si sarebbe presentato a Milano alla festa di compleanno di PizzaDog, mettendo in moto un meccanismo di avvenimenti che avrebbe portato il nostro eroe, dalla straordinaria capacità di vedere i prodigi, ad identificare nel San Francisco Palace of Fine Arts Theatre il luogo adatto per la Grande Adunanza degli Earth’s Mightiest Bloggers.
Nei due anni successivi, PizzaDog ed i suoi colleghi eroi blogger videro stranezze di ogni tipo, ma né lui né gli altri mai avrebbe potuto immaginare che proprio quel segreto, per la custodia del quale ognuno di loro avrebbe coraggiosamente e tenacemente messo in pericolo la propria stessa vita, sarebbe stato la merce di scambio, offerta in sacrificio dai due congiurati per l’ottenimento del loro fine ultimo.

——————————

“Ci sono molti fra noi qui

Che pensano che la vita e’ solo una fregatura

Ma non e’ questo il nostro destino

Cosi non parliamo falsamente adesso

L’ora si sta facendo tarda

Lungo la torre di guardia…”

(All along the watchtower-Jimi Hendrix)

Per articolo completo qui:
https://kasabake.wordpress.com/2016/12/18/kasabake-the-gathering-rogue-one/

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9 pensieri riguardo “The Gathering.(Interludio 5)”

    1. Se vabbe’ nn esageriamo…
      …pero’ credimi…la cover di Hendrix della canzone di Dylan ha cominciato a martellarmi in testa fin dalla prima lettura..e piu’ leggevo e piu’ mi entrava in loop…e ti ho sgaruppato il post…😆😆😆😆😆

      Piace a 1 persona

  1. alla faccia del sgaruppamento… il finale con Hendrix è da manuale, tanto per dare a Kasabake il giusto riconoscimento: troppo bello quel pezzo per non sembrare “immortali” anche solo per un piccolissimo momento. In fondo l’eternità è proprio racchiusa in queste metafore sorprendenti !!!

    Piace a 1 persona

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