Quando il cinema ti sorprende.


ROGUE ONE.

Porcaeva.

Ma film bello e’????

Succede tutto nella prima metà del film. Non è nemmeno passata un’ora dall’inizio di Rogue One: A Star Wars Story e ho appena avuto una rivelazione: 

Cazzo qui si fa’ sul serio e Gareth Edwards e’ un fottuto genio. 

Questo film è uno dei capitoli in grado di tener testa al meglio alla trilogia originale. 

Come ci è riuscito Edwards? Io mi sono accorta che conosce a memoria i punti cardine della saga, quelli che gli hanno permesso di individuare tutti gli elementi fondamentali che io amo di queste storie.

Allo stesso tempo si assicura di mantenere una certa distanza da personaggi e temi familiari che abbiamo già conosciuto in sette altri film. 

Lontano dal mito degli Skywalker, ma non troppo dalla Forza e dagli Jedi , questo primo spinoff cinematografico di Guerre stellari garantisce comunque epica e meraviglie visive. E allo stesso tempo punta a una nuova  narrazione, verso la quale procediamo sicuri grazie a una sceneggiatura che include alcuni tra i dialoghi più potenti e intelligenti dell’intera saga. 
I brividi “alla guerre stellari” non mancano in Rogue One anche perché  l’uomo che ha resuscitato Godzilla al cinema, continua a strizzare l’occhio ai suoi padri cinematografici cercando l’epica di Lucas, il linguaggio visivo di Spielberg e il tocco spettacolare di Zemeckis. Allo stesso tempo, racconta la missione disperata del furto delle planimetrie della Morte Nera da parte dei ribelli ed esplora un’epoca antecedente alle storie già viste nei capitoli più amati: questo gli permette di sporcarsi le mani guardando a un cinema più oscuro e più realistico. Qui non c’è tempo di sognare esplorando la  galassia e le sue creature, qui siamo in guerra e tutti i personaggi in scena hanno il dramma scolpito sui loro volti.

 C’è pochissimo spazio per lo humour. 

A questo interessa farci vedere la missione disperata portata avanti da un gruppo di ribelli,pronti perfino a ignorare gli ordini dei loro superiori ( da qui il titolo Rogue One, e cioé il “solitario”.)

 In due ore e quindici minuti il regista ci fa’ interrogare su cosa significa essere un eroe e cosa comporta diventarlo. 

In un’epoca in cui il cinema è carico di storie di superuomini indistruttibili, Rogue One non smette mai di sottolineare l’umanità e la fragilità dei suoi protagonisti. Una qualità davvero rara in un blockbuster del ventunesimo secolo.  

Il nome “Star Wars” rimane nel titolo, infatti vengono comunque ricalibrati alcuni dei temi più celebri della saga, come il rapporto padre-figlio ma questa volta all’interno della dinamica tra Mads Mikkelsen( 😍😍😍) e Felicity Jones con il primo che finalmente smette di incutere paura(vedi in Hannibal-semplicemente Divino!) e si lascia invece andare alle lacrime in scena(quanto e’ bello madò).

 Alla Jones il compito di portarci all’interno della storia: dove va lei, andiamo noi.Lei e Diego Luna sono in prima linea nel film, ma è il loro team a rubargli la scena, a partire dal saggio interpretato da Donnie Yen, un guerriero cieco,  l’unico in grado di sentire e vedere la forza. 

E’ lui il personaggio più riuscito del film anche se c’è il robot K2-SO,  che decisamente non fa rimpiangere l’assenza di C3PO e R2D2. 

Arrivati al terzo atto del film  un attacco finale che dura oltre quaranta minuti ci riporta sugli X-Wing con i duelli nello spazio, riuscendo sempre a mantenere il controllo all’interno del caos. E’ lì che arriva l’adrenalina. Le immagini contengono tanto spettacolo e meraviglie visive, ma il regista non abbandona mai il dramma nemmeno in quelle scene. Ecco dunque come ottiene l’epica. Facendo tutto questo e riuscendo costantemente a ribaltare ogni aspettativa. Nelle scene in cui appare Darth Vader..ci si perde, due sequenze da standing ovation.

E avete notato?I tempi cinematografici di questa storia risalgono a quarant’anni fa. Eppure Rogue One non avrebbe potuto essere più attuale di così. In un’epoca di rabbia, il blockbuster parla di diversità e della forza che si ottiene mettendo insieme più culture. Di guerra e della paura dell’olocausto nucleare con un paio di sequenze in cui assistiamo alla distruzione totale. E’ lì che le immagini ci ricordano quello che vediamo tutti i giorni in TV e ci fanno riflettere sulle nostre paure più grandi.  

E nell’ultima sequenza..una stretta al cuore e una sorridente malinconia..Leia Organa ci sorride da lassu’..nello spazio della sua galassia lontana lontana.. 🙂

Have a nice day

May the Force be with us.